
A Giovanni … il fiore della mia
vita sbocciato e reciso troppo presto.
Coglierò per te l’ultima rosa
del giardino ...
La rosa bianca, fiorita tra
l’ebbrezza del mattino
Gli parlerò di te perché,
quella rosa ti appartiene,
quella rosa sei tu , e per te
rimarrà sempre .
Saranno i petali a formare il
tuo viso ,
il suo profumo a rappresentare
il tuo sorriso
e il candore del suo colore a
dire ciò che
tu eri … la bontà , la
dolcezza, l’ingenuità e
la tua bellezza
La rosa che tu stesso avevi
piantato,
quella dove germogliava il tuo
essere già uomo alla tua tenera età.
La rosa che sembra parlare di
te
In un silenzio senza commento
perché è lei che tutto dice .
Ho contato quei petali … è
grande il mio stupore,
sono quattordici
come la tua età persa, come la
tua vita spezzata e quando
appassirà ed a poco a poco
ognuno di quei petali cadrà
sono sicura, ti raggiungeranno
, perché capiranno che…
non sei stato tu a poterla
raccogliere e sentirne il profumo.
Sarà come perderti ancora una
volta e aspetterò con ansia che rifiorisca ,
affinché , tu possa
rappresentarla e rivivere in lei.
Ti cerco ovunque, e mi aggrappo
a qualsiasi cosa …
Ogni istante scopro tante cose
che tu, angelo mio, mi hai lasciato.
Cose che prima neanche vedevo o
sentivo, sono ora per me cose speciali
ed importanti , che mi aiutano
ad andare avanti e sperare che tu ci sei .
Si, mi fa sperare che sei
sempre qui , perché , se ci sei niente è perduto.
Questo è pensarti com’eri tu, è
qualcosa che colpisce me , piano… piano .
Tu sei la rosa del mio , ormai,
eterno inverno.
Mamma