mercoledì 21 marzo 2012

A Giovanni … il fiore della mia vita sbocciato e reciso troppo presto.



















A Giovanni … il fiore della mia vita sbocciato e reciso troppo presto.

Coglierò per te l’ultima rosa del giardino ...
La rosa bianca, fiorita tra l’ebbrezza del mattino
e il sole che sorge in un alba dove ti ha perso.
Gli parlerò di te perché, quella rosa ti appartiene,
quella rosa sei tu , e per te rimarrà sempre .
Saranno i petali a formare il tuo viso ,
il suo profumo a rappresentare il tuo sorriso
e il candore del suo colore a dire ciò che
tu eri … la bontà , la dolcezza, l’ingenuità e
la tua bellezza
La rosa che tu stesso avevi piantato,
quella dove germogliava il tuo essere già uomo alla tua tenera età.
La rosa che sembra parlare di te
In un silenzio senza commento
perché è lei che tutto dice .
Ho contato quei petali … è grande il mio stupore,
sono quattordici
come la tua età persa, come la tua vita spezzata e quando
appassirà ed a poco a poco ognuno di quei petali cadrà
sono sicura, ti raggiungeranno , perché capiranno che…
non sei stato tu a poterla raccogliere e sentirne il profumo.
Sarà come perderti ancora una volta e aspetterò con ansia che rifiorisca ,
affinché , tu possa rappresentarla e rivivere in lei.
Ti cerco ovunque, e mi aggrappo a qualsiasi cosa …
Ogni istante scopro tante cose che tu, angelo mio, mi hai lasciato.
Cose che prima neanche vedevo o sentivo, sono ora per me cose speciali
ed importanti , che mi aiutano ad andare avanti e sperare che tu ci sei .
Si, mi fa sperare che sei sempre qui , perché , se ci sei niente è perduto.
Questo è pensarti com’eri tu, è qualcosa che colpisce me , piano… piano .
Tu sei la rosa del mio , ormai, eterno inverno.
Mamma