BIOGRAFIA
“ La
felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo
giusto e doveroso, non dal fare ciò che gli altri dicono e fanno “.
Mahatma
Gandhi
Giovanni Domenico
Marchese nasce a
Racalmuto, un piccolo paese della Provincia di Agrigento, il 25 settembre 1995
da Carmela Provenzano, casalinga, e Angelo Marchese, operaio. Giovanni proviene
da una famiglia modesta, ma dai sani principi. Valori, come: umiltà,
rispetto per gli altri, lealtà e
libertà. Libertà nel portare avanti i propri progetti senza mai
arrendersi. Ideali, questi che, in
Giovanni erano innati … Sin dai primi anni, proprio per il suo essere
tanto indipendente, per la sua capacità di amare tutti e tutto, affrontando, se
era giusto, con poche irreprensibili parole la cattiveria spesso gratuita verso
i più deboli, per la maturità interiore che lasciava spesso stupiti, vista la
tenera età, per la caparbietà nel portare avanti ciò che si prefissava,
sembrava incarnare appieno l’ideale: “
La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che
riteniamo giusto e doveroso, non dal fare ciò che gli altri dicono e
fanno“. ( Mahatma Gandhi ).
Sin dai primi anni di vita Giovanni manifesta quali
sono le sue passioni, alle quali si
dedica con amore e costanza: l’amore per l’arte e in particolare per la pittura
e, l’amore per la natura e gli animali. Giovanni, mosse i primissimi passi
verso l’arte: nell’anno scolastico 2002/2003
partecipa a diversi concorsi d’arte; partecipa per gioco, ma anche per mettersi
alla prova, prove che superava, perché viveva ogni cosa con la spontaneità e
l’allegria della fanciullezza, inconsapevole di quanto il suo sguardo vivace e pieno di meravigliata curiosità verso ciò che lo circondava lo
facevano essere una personcina immensamente bella dentro e,
proiettato verso un futuro carico di promesse.
Durante l’anno scolastico
2004/2005, mentre frequenta la Classe IV Elementare “Generale
Macaluso”, nel corso di una lezione specialistica sull’educazione stradale
tenuta dal Comandante della locale stazione dei carabinieri veniva
notato, dallo stesso graduato, mentre disegnava una caricatura del docente. La
pulizia del disegno e l’ironia che da esso trapelava fu molto gradita
dall’esponente dell’arma che ha voluto per se il ritratto e ha incominciato a
seguire il percorso scolastico di Giovanni invogliandolo a proseguire, dopo la
scuola media, scegliendo un indirizzo di studio artistico. Spinto dalla sua
passione innata e sostenuto dal Comandante, dai docenti della scuola Elementare
“ Generale Macaluso“ nell’anno scolastico 2006/2007 partecipa a numerosi
concorsi e manifestazioni, partecipa, ma sempre guidato dal suo spirito di
descrivere ciò che amava di più: la vita, e tutto ciò che in essa è racchiuso.
Gli
anni passano e Giovanni ormai frequenta la scuola Media “Pietro’ Asaro “ non
trascura nessuna materia, cerca di essere un buon alunno, instaura un ottimo rapporto con i
suoi compagni con gli insegnanti e con il preside, avendo sempre cura di essere verso loro
rispettoso ma, nello stesso tempo creando un rapporto di affetto e
simpatia , ad ogni professore , infatti , Giovanni faceva un ritratto, una caricatura che era
stata accettata da ognuno di loro , non con rimproveri ma come un dono dettato
dalla stima che provava per loro. Il suo animo
artistico, ormai, è noto a tutti, perché si capiva che era innamorato dell’arte, amava dipingere,
aveva una creatività spigliata e una dote che pochi pittori hanno, quello di
cimentarsi sempre in esperienze diverse per accrescere le sue conoscenze
tecnico-espressive … All’insaputa di tutti,
nel garage della sua casa si era creato un laboratorio Il
“mondo” di Giovanni così potrebbe definirsi quel piccolo spazio che si
era creato, là era se stesso, tra colori, pennelli e vernici. là dimenticava il
tempo che scorreva senza, a volte accorgersi, che era già notte per disegnare,
dipingere cimentarsi in tante tecniche di arte, non perché voleva essere
osannato ma perché amava la pittura.
Giovanni
non dipingeva per gli altri, dipingeva
per se stesso ; spinto da quello immenso amore per l’arte, spinto dal desiderio
di trasferire su tela la sua visione
delle cose, della natura della vita terrena ma anche spirituale.
Dipingere per lui non era spiaccicare
semplici macchie di colori su una tela, ma descrivere squarci di luoghi che a
guardali fanno venire voglia di visitarli o di osservarli con maggior cura e
attenzione. Immagini di Cristo che fanno sentire nel cuore il dolore vissuto da
Gesù morente. Giovanni, parlava poco, ma ogni suo dipinto era il proiettare, il
suo modo di descrivere il suo mondo interiore, i suoi stati d’animo, i suoi
sentimenti. Lui era inconsapevole, ma chi gli stava vicino capiva, quanto era
grande il dono che aveva nelle mani, per la disponibilità che lo
contraddistingueva nel corso nell’anno scolastico 2009, con l’occasione di
dedicate la biblioteca della scuola Media di Racalmuto al grande scrittore
Racalmutese Leonardo Sciascia, gli era stato affidato il compito di sistemarla,
di renderla unica, diversa dalle solite biblioteche e … Giovanni non aveva deluso le aspettative dei suoi
professori. Entrare in quella stanza è difficile non avvertire la grande
dedizione, la costanza, la cura dei particolari per rendere quel luogo
accogliente; per far comprendere subito, appena entrati , che era dedicata a un
grande uomo “ Leonardo Sciascia” . Giovanni ha fatto in modo che, nulla
apparisse sfarzoso ma semplice
com’era l’autore a cui la biblioteca è
dedicata. Visitare quella sala è un modo tangibile per capire il meraviglioso
dono che Dio gli aveva regalato. Dono di cui era inconsapevole. Per creare
un’asse che separasse uno scaffale
dall’altro, Giovanni non aveva usato dei comuni pezzi di metallo o legno
ma pezzi di pietra sabbiosa dove con
maestria e originalità aveva rappresentato uno squarcio di vita dello scrittore
o dei luoghi caratteristici del nostro Paese, aveva completato l’arredamento
della biblioteca con dei suoi dipinti, dei ritratti dello scrittore e le copie
dei tanti libri scritti da Sciascia.
Giovanni amava la sua scuola e nel suo piccolo ha voluto lasciare un po’ di se.
L’anno dopo, infatti , superato l’esame di licenza media con buon esito, vista
la sempre più crescente bravura e amore per l’arte, si era iscritto al
Liceo Artistico di S. Cataldo, incurante dei sacrifici che doveva
affrontare per raggiungere l’istituto perché gli lo avevano
descritto come uno dei migliori, anche se severi nell’istruzione, ma a Giovanni
questo piaceva, perché lui voleva imparare e diventare bravo e perfezionarsi. Un
nuovo percorso che lo avrebbe proiettato nella realizzazione del suo grande
sogno: diventare un pittore.
La
sua vita è stata piena di interessi, di passioni che portava avanti con gioia, con spensieratezza, con
originalità desideroso di lasciare di ogni cosa che faceva un segno che
rimanesse nel tempo , così era stato anche nel salutare i suoi compagni di classe. Quei compagni che, l’anno prossimo, avrebbero
fatto altre scelte, come lui del resto, e inevitabilmente si sarebbero
separati. Una foto ricordo inconsueta
e originale così, potrebbe
definirsi. Una tela bianca senza alcun disegno, sono con le
firme di tutti i suoi compagni e
l’impronta di riconoscimento. Una tela bianca , tante firme e una scritta “ SARA’ UN BEL RICORDO , NON
TOGLIETELO ” . Un gesto
affettuoso che negli anni avrebbe riportato alla memoria bei momenti vissuti
insieme.
Ma,
oggi , il solo guardare, leggere quella frase da la dolorosa sensazione di un
triste presagio, la inconsapevolezza e
insospettabile percezione che lui non sarebbe stato materialmente presente nel
ricordare quegli anni … i più belli, i più spensierati.
Giovanni,
non ha potuto frequentare il Liceo Artistico di S. Cataldo, la scuola dove
si era iscritto; non ha
potuto realizzare il suo più grande sogno perché, è stato fatto a pezzi, in un giorno
orribile e incancellabile: il 4
Settembre 2009. La vita di Giovanni viene spezzata a soli 13 anni , in un’ ospedale di
Palermo "VILLA SOFIA" . E’ bastato un attimo di distrazione, di negligenza e … Giovanni non
c’è più. Un atroce destino alla quale si
tenta di trovare un perché , ma che non c’è .
Giovanni, non c’è più … Giovanni, non torna, ma è grande l’orgoglio, il rispetto verso un
piccolo-grande uomo che ha saputo fare
della sua breve vita un piccolo
“contenitore” pieno di tante “cose”
cercando di far prevalere i buoni
sentimenti che tanto spesso dimentichiamo. .. Giovanni, non si limitava semplicemente ad esistere … lui viveva
appieno ogni istante di ogni giorno … gustandolo come un frutto
prelibato. … Questo era Giovanni
Marchese, un esempio da seguire … anche se lui preferirebbe dire : “ un
ragazzo, come tanti che, amava la vita
…