venerdì 25 aprile 2014

BIOGRAFIA DI GIOVANNI DOMENICO MARCHESE

BIOGRAFIA
La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo giusto e doveroso, non dal fare ciò che gli altri dicono e fanno “.
Mahatma Gandhi

Giovanni Domenico Marchese nasce a Racalmuto, un piccolo paese della Provincia di Agrigento, il 25 settembre 1995 da Carmela Provenzano, casalinga, e Angelo Marchese, operaio. Giovanni proviene da una  famiglia modesta, ma dai  sani principi. Valori, come:  umiltà,  rispetto per gli altri, lealtà e  libertà. Libertà nel portare avanti i propri progetti senza mai arrendersi. Ideali, questi  che,  in  Giovanni erano innati … Sin dai primi anni, proprio per il suo essere tanto indipendente, per la sua capacità di amare tutti e tutto, affrontando, se era giusto, con poche irreprensibili parole la cattiveria spesso gratuita verso i più deboli, per la maturità interiore che lasciava spesso stupiti, vista la tenera età, per la caparbietà nel portare avanti ciò che si prefissava, sembrava incarnare appieno l’ideale:  “ La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo giusto e doveroso, non dal fare ciò che gli altri dicono e fanno“.  ( Mahatma Gandhi ).

Sin dai primi anni di vita Giovanni manifesta quali sono le sue passioni, alle quali  si dedica con amore e costanza: l’amore per l’arte e in particolare per la pittura e, l’amore per la natura e gli animali. Giovanni, mosse i primissimi passi verso l’arte: nell’anno scolastico  2002/2003 partecipa a diversi concorsi d’arte; partecipa per gioco, ma anche per mettersi alla prova, prove che superava, perché viveva ogni cosa con la spontaneità e l’allegria della fanciullezza, inconsapevole di quanto il suo sguardo vivace e  pieno di meravigliata  curiosità verso ciò che lo circondava lo facevano essere una personcina immensamente bella dentro  e,  proiettato verso un futuro carico di promesse.  
 Durante l’anno scolastico 2004/2005, mentre frequenta la Classe IV Elementare “Generale Macaluso”, nel corso di una lezione specialistica sull’educazione stradale tenuta dal Comandante della locale stazione dei carabinieri veniva notato, dallo stesso graduato, mentre disegnava una caricatura del docente. La pulizia del disegno e l’ironia che da esso trapelava fu molto gradita dall’esponente dell’arma che ha voluto per se il ritratto e ha incominciato a seguire il percorso scolastico di Giovanni invogliandolo a proseguire, dopo la scuola media, scegliendo un indirizzo di studio artistico. Spinto dalla sua passione innata e sostenuto dal Comandante, dai docenti della scuola Elementare “ Generale Macaluso“ nell’anno scolastico 2006/2007 partecipa a numerosi concorsi e manifestazioni, partecipa, ma sempre guidato dal suo spirito di descrivere ciò che amava di più: la vita, e tutto ciò che in essa è racchiuso.  
Gli anni passano e Giovanni ormai frequenta la scuola Media “Pietro’ Asaro “ non trascura nessuna materia, cerca di essere un buon  alunno, instaura un ottimo rapporto con i suoi compagni con gli insegnanti e con il preside, avendo sempre  cura di essere  verso loro  rispettoso ma, nello stesso tempo creando un rapporto di affetto e simpatia , ad ogni professore , infatti , Giovanni  faceva un ritratto, una caricatura che era stata accettata da ognuno di loro , non con rimproveri ma come un dono dettato dalla stima che provava per loro. Il suo animo  artistico, ormai, è noto a tutti, perché si capiva che  era innamorato dell’arte, amava dipingere, aveva una creatività spigliata e una dote che pochi pittori hanno, quello di cimentarsi sempre in esperienze diverse per accrescere le sue conoscenze tecnico-espressive … All’insaputa di tutti,  nel garage della sua casa si era creato un laboratorio  Il  “mondo” di Giovanni così potrebbe definirsi quel piccolo spazio che si era creato, là era se stesso, tra colori, pennelli e vernici. là dimenticava il tempo che scorreva senza, a volte accorgersi, che era già notte per disegnare, dipingere cimentarsi in tante tecniche di arte, non perché voleva essere osannato ma perché amava la pittura.
Giovanni non  dipingeva per gli altri, dipingeva per se stesso ; spinto da quello immenso amore per l’arte, spinto dal desiderio di trasferire su tela la sua visione  delle cose, della natura della vita terrena ma anche spirituale. Dipingere per lui non  era spiaccicare semplici macchie di colori su una tela, ma descrivere squarci di luoghi che a guardali fanno venire voglia di visitarli o di osservarli con maggior cura e attenzione. Immagini di Cristo che fanno sentire nel cuore il dolore vissuto da Gesù morente. Giovanni, parlava poco, ma ogni suo dipinto era il proiettare, il suo modo di descrivere il suo mondo interiore, i suoi stati d’animo, i suoi sentimenti. Lui era inconsapevole, ma chi gli stava vicino capiva, quanto era grande il dono che aveva nelle mani, per la disponibilità che lo contraddistingueva nel corso nell’anno scolastico 2009, con l’occasione di dedicate la biblioteca della scuola Media di Racalmuto al grande scrittore Racalmutese Leonardo Sciascia, gli era stato affidato il compito di sistemarla, di renderla unica, diversa dalle solite biblioteche e … Giovanni  non aveva deluso le aspettative dei suoi professori. Entrare in quella stanza è difficile non avvertire la grande dedizione, la costanza, la cura dei particolari per rendere quel luogo accogliente; per far comprendere subito, appena entrati , che era dedicata a un grande uomo  “ Leonardo Sciascia” .  Giovanni ha fatto in modo che, nulla apparisse sfarzoso  ma semplice com’era  l’autore a cui la biblioteca è dedicata. Visitare quella sala è un modo tangibile per capire il meraviglioso dono che Dio gli aveva regalato. Dono di cui era inconsapevole. Per creare un’asse che separasse  uno scaffale dall’altro, Giovanni non aveva usato dei comuni pezzi di metallo o legno ma  pezzi di pietra sabbiosa dove con maestria e originalità aveva rappresentato uno squarcio di vita dello scrittore o dei luoghi caratteristici del nostro Paese, aveva completato l’arredamento della biblioteca con dei suoi dipinti, dei ritratti dello scrittore e le copie dei tanti libri scritti  da Sciascia. Giovanni amava la sua scuola e nel suo piccolo ha voluto lasciare un po’ di se. L’anno dopo, infatti , superato l’esame di licenza media con buon esito, vista la sempre più crescente bravura e amore per l’arte,  si era iscritto al Liceo Artistico di S. Cataldo, incurante dei sacrifici che doveva affrontare  per raggiungere l’istituto perché  gli lo avevano descritto come uno dei migliori, anche se severi nell’istruzione, ma a Giovanni questo piaceva, perché lui voleva imparare e diventare bravo e perfezionarsi. Un nuovo percorso che lo avrebbe proiettato nella realizzazione del suo grande sogno: diventare un pittore.   
La sua vita è stata piena di interessi, di passioni che portava avanti  con gioia, con spensieratezza, con originalità desideroso di lasciare di ogni cosa che faceva un segno che rimanesse nel tempo , così era stato anche nel salutare i suoi compagni di classe.  Quei compagni che, l’anno prossimo, avrebbero fatto altre scelte, come lui del resto, e inevitabilmente si sarebbero separati.  Una foto ricordo inconsueta e  originale così, potrebbe definirsi.  Una  tela bianca senza alcun disegno, sono con le firme di tutti  i suoi compagni e l’impronta di riconoscimento. Una tela bianca , tante firme e una scritta              “ SARA’ UN BEL RICORDO , NON  TOGLIETELO ”  . Un gesto affettuoso che negli anni avrebbe riportato alla memoria bei momenti vissuti insieme.
Ma, oggi , il solo guardare, leggere quella frase da la dolorosa sensazione di un triste presagio, la inconsapevolezza  e insospettabile percezione che lui non sarebbe stato materialmente presente nel ricordare quegli anni … i più belli, i più spensierati.  
Giovanni, non ha potuto  frequentare il  Liceo Artistico di S. Cataldo, la scuola dove si  era iscritto;  non  ha potuto realizzare il suo più grande sogno perché, è stato fatto a pezzi, in un giorno orribile e incancellabile:  il 4 Settembre 2009. La vita di Giovanni viene spezzata  a soli 13 anni ,  in un’ ospedale di Palermo "VILLA SOFIA" . E’ bastato un attimo di  distrazione, di negligenza e … Giovanni non c’è più.  Un atroce destino alla quale si tenta di trovare un perché , ma che non c’è .   Giovanni, non c’è più … Giovanni, non torna, ma è grande  l’orgoglio, il rispetto verso un piccolo-grande uomo che  ha saputo fare della  sua breve vita un piccolo “contenitore”  pieno di tante “cose” cercando di far  prevalere i buoni sentimenti che tanto spesso dimentichiamo. .. Giovanni, non si limitava  semplicemente ad esistere … lui  viveva  appieno ogni istante di ogni giorno … gustandolo come un frutto prelibato. … Questo era  Giovanni Marchese, un esempio da seguire … anche se lui preferirebbe dire : “ un ragazzo, come tanti che, amava  la vita …