Postato in22 giugno 2013. Tags: Giovanni Domenico Marchese, Racalmuto Carmelo Vella Fonte: Malgradotutto
C’è un caso di mala sanità dietro la morte di Giovanni Domenico Marchese,
13 anni, di Racalmuto avvenuta nel 2009 mentre veniva sottoposto ad un
intervento chirurgico presso l’ospedale Villa Sofia di Palermo. Ne è convinta
la Procura della Repubblica del capoluogo siciliano che ha deciso di rinviare a
giudizio l’anestesista Onofrio Antonio De Luca, con l’accusa di omicidio
colposo. Secondo quanto hanno ricostruito i magistrati nel corso
dell’inchiesta, che si è avvalsa anche di alcune perizie mediche, il sondino
dell’anestesista avrebbe perforato un bronco del ragazzino causandone la morte.
Giovanni Domenico Marchese, infatti, si trovava ricoverato presso la struttura
sanitaria di Palermo perché i medici gli dovevano risolvere un difetto interatriale al cuore. “Mio figlio – dichiara il papà Angelo
Marchese, assistito dall’avvocato Giuseppe Sciascia Cannizzaro – aveva la
possibilità di salvarsi se solo quel sondino fosse stato estratto
immediatamente dal bronco ed inserito nell’altro. Questo però non è avvenuto
causando la morte di Giovanni”.
Per ricostruire quanto
accaduto quel 4 settembre di quattro anni fa, il tredicenne ha subito ben tre
autopsie. Adesso il rinvio a giudizio di Onofrio Antonio De Luca nei confronti
del quale il processo avrà inizio il prossimo 4 novembre. Tutti prosciolti
invece gli altri cinque medici che erano stati iscritti nel registro degli
indagati dalla Procura della Repubblica di Palermo. L’intervento chirurgico su
Giovanni Domenico Marchese, era stato definito dai medici “semplice” e sarebbe
durato al massimo una trentina di minuti. Addirittura ai familiari i medici
avevano anche annunciato che Giovanni, l’indomani sarebbe potuto tornare a
casa. Però tutto si è complicato a causa di quello che è saltato fuori dopo la
denuncia dei genitori e l’inchiesta della magistratura.
A quattro anni dalla sua scomparsa il ricordo del tredicenne è ancora molto
alto a Racalmuto. In paese, considerata la sua preponderanza all’arte ed alla
cultura, la scuola che frequentava, la media “Pietro D’Asaro”, ogni anno
organizza un concorso di pittura dedicato proprio al “Piccolo Giotto”
così come lo amavano definire i docenti ed i suoi compagni di classe. Le sue
realizzazioni, ornano i muri della scuola che frequentava e della sala di
educazione artistica e musicale che il dirigente e gli insegnanti hanno voluto
intitolare al ragazzino di Racalmuto. Sempre a Giovanni Domenico Marchese è
anche dedicata la mostra cinofila che si svolge tra Racalmuto e Grotte ogni
anno in autunno. Infatti, il tredicenne amava gli animali e possedeva diversi
cani che adesso accudisce il fratellino.
